Viaggio tra i Sassi di Matera, scrigno di rara bellezza e laboratorio di Biotutela

Si fa presto a dire “conservazione” dell’arte. Cosa sarebbe mai, infatti, una vecchia tela senza il vitale intervento dei Biologi? Cosa sarebbe mai il restauro di un reperto antico senza la biotutela? Ebbene sì: tra le speciali competenze dei Biologi figura anche la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico, sia esso un plurisecolare affresco aggredito dalle muffe, sia esso un prezioso monumento eroso dal tempo e dalle intemperie. E’ il caso dei Sassi di Matera, il caratteristico complesso di edifici e architetture rupestri scavati nella roccia della Murgia materana e abitati fin dall’epoca preistorica. Una città fatta di caverne, chiese e abitazioni “trincerate” nella montagna, cuore nascosto di un antica civiltà, che, insieme, costituisce il nucleo storico della millenaria cittadina lucana. Ebbene proprio questo raro e delicato complesso urbano, dichiarato, dal 1993, patrimonio patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che non smette di incantare turisti e visitatori per la sua speciale configurazione ed i “colpi d’occhio” così contrastanti fra loro, derivanti dalle varie forme di civilizzazione e di antropizzazione che si sono succedute nel corso dei secoli, figura, da sempre, al centro delle attenzioni dei Biologi che proprio qui, nel cuore antico della Basilicata, in questo scrigno di rara bellezza, hanno organizzato convegni e momenti di incontro, individuando il loro speciale “laboratorio” per la biotutela dei beni culturali. Il Biologo, infatti, per quanti ancora non lo sapessero, rappresenta una professione scientifica al servizio dell’arte, lavorando per risolvere il problema dei batteri, delle alghe, dei funghi e delle muffe che sovente aggrediscono tele, arazzi, sculture, quadri e monumenti. Grazie al bagaglio culturale (e professionale) di cui sono dotati, una volta individuata la possibile minaccia, i nostri “camici bianchi” sono in grado di intervenire, individuando le possibili metodologie di intervento per ridurre le principali cause di alterazione di origine biologica dei reperti, riconsegnandoli poi ad un più completo e sicuro restauro. In particolare a Matera, l’unico luogo al mondo in cui scienza e arte si incontrano alla luce del sole dando vita ad un “paesaggio culturale” più unico che raro. Perché proprio a Matera, per dirla con Louis Pasteur: “l’alleanza tra scienza e arte è possibile ed auspicabile”, perché “non è possibile conservare bene ciò che si conosce male”.