Screening nazionale per l’eliminazione del virus HCV, Durini (OBPB): “Mancato inserimento rete laboratori patologia clinica pubblici e privati accreditati e professionisti biologi”

Con una lettera, inviata ai vertici dell’Assessorato per la Salute e Politiche della Persona della Regione Basilicata ed a tutti gli uffici di settore competenti, il presidente dell’Ordine dei Biologi della Puglia e della Basilicata, dott. Maurizio Durini, ha lamentato il mancato inserimento della rete dei laboratori di patologia clinica pubblici e privati accreditati e dei professionisti biologi, nel programma di screening nazionale per l’eliminazione del virus dell’Epatite C (HCV). Nella missiva, il rappresentante dei biologi lucani ha richiesto una convocazione proprio “al fine di discutere dell’inserimento dei laboratori di patologia clinica pubblici e privati accreditati come parte integrante e attiva nei programmi di screening regionali. “Si consideri – ha sottolineato Durini – che i laboratori di patologia clinica pubblici e privati accreditati sono diffusi in modo capillare su tutto il territorio regionale” e che “gli stessi possiedono già le credenziali per il Sistema informativo “SISIR”, piattaforma che è stata scelta per il programma di screening regionale per il SARS-CoV2“. Inoltre, ha fatto notare ancora il presidente dell’OBPB, tale piattaforma “potrebbe essere implementata per l’inserimento dei dati di laboratorio relativi agli esami dedicati per il virus dell’epatite C“. In più, ha concluso Durini: “la presenza di biologi specializzati in ogni struttura, la dotazione strumentale, le sezioni specializzate di microbiologia e virologia, permettono ai vari laboratori prestazioni con diverso grado di complessità tale da renderli idonei ad eseguire esami di primo e secondo livello“.

La lettera